ALLE STUDENTESSE E AGLI STUDENTI IN LOTTA PER L’ALTERNATIVA
COSTRUIAMO L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’OSA!

2-3 APRILE 2022 – ROMA

Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.
Antonio Gramsci
Con il seguente documento di convocazione intendiamo rivolgerci alle studentesse e agli studenti che in tutta Italia si sono mobilitati per costruire l’alternativa alla barbarie del presente a partire dalle scuole. Come OSA – Opposizione Studentesca d’Alternativa – poche settimane fa, il 19 febbraio, lanciavamo la nostra Assemblea Nazionale “In marcia verso l’Assalto al Cielo: E’ TEMPO DI ORGANIZZAZIONE” per il 2-3 aprile a Roma, come momento assembleare di riflessione, dibattito e rilancio dell’iniziativa politica a seguito dell’importante ciclo di mobilitazioni studentesche che negli ultimi mesi ha attraversato il nostro paese, vedendo la nostra Organizzazione come protagonista e parte attiva. Allora non potevamo prevedere che le iniziali tensioni al confine russo-ucraino si sarebbero potute trasformare, con l’inizio dell’attacco russo il 24 febbraio, in una guerra di tale portata, con un effetto così impetuoso e destabilizzante per tutti, in particolare per noi studenti. Pur non potendo ancora conoscere la futura evoluzione della vicenda, è chiaro che la guerra in Ucraina segna un prima e un dopo lungo la retta orientata della Storia e che da questo evento dipenderanno gli avvenimenti e le modifiche alla realtà non per i prossimi mesi, ma per i prossimi anni.

Insomma, siamo di fronte a un passaggio dalla portata storica, in cui la realtà si modifica e che dobbiamo comprendere se non vogliamo essere schiacciati dagli eventi di questa realtà in movimento. L’Assemblea Nazionale di aprile assume dunque ancora più importanza di prima e centralità assoluta per poter affrontare le sfide che noi studenti abbiamo davanti. Ed è proprio agli studenti e alle studentesse che ci rivolgiamo: a partire da questo documento di convocazione – che proponiamo come base per la riflessione e il dibattito – costruiamo dai territori l’Assemblea Nazionale dell’OSA!

D’altronde, che noi studenti possiamo essere protagonisti nella società e nel suo cambiamento lo abbiamo dimostrato concretamente negli ultimi mesi. Il 6 ottobre, con l’occupazione dell’Istituto Rossellini a Roma da parte degli studenti della scuola insieme a OSA, prontamente seguito nelle stesse forme dai licei Albertelli e Ripetta nei giorni immediatamente successivi, partiva un ciclo di mobilitazioni studentesche inedito e originale rispetto a quelli degli scorsi anni. Da quelle iniziali occupazioni romane promosse con la nostra Organizzazione, la mobilitazione degli studenti si è progressivamente espansa a macchia d’olio: prima a Roma, con oltre 60 scuole occupate, seguita da Firenze, e Torino, e poi Bologna, Pisa, Catania, Venezia, Milano, Cosenza, Pistoia, Livorno, Viterbo. Successivamente, la morte di Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, nostri coetanei, durante uno stage di scuola – lavoro, e le conseguenti mobilitazioni che si sono generate hanno segnato un prima e un dopo in quel ciclo di lotte: in primo luogo, nell’estensione nazionale che ha raggiunto la protesta; in secondo luogo nell’innalzamento del livello di conflitto e di rivendicazione politica di studenti e studentesse (l’Abolizione dell’Alternanza Scuola Lavoro, punta di diamante del nostro modello scolastico aziendalistico) e infine nell’attenzione che siamo riusciti a strapparci nel panorama politico generale del paese. Altresì, va rilevato che, nonostante momenti di piazza anche significativi, le migliaia di studenti e studentesse che hanno occupato le scuole non si sono riversate conseguentemente nelle strade, e da qui il carattere inedito rispetto ai classici movimenti studenteschi che proprio nelle mobilitazioni di piazza si caratterizzavano ed esprimevano il proprio portato politico.

Nella partecipazione attiva e nella costruzione di questo ciclo di lotte abbiamo potuto rilevare la centralità e l’importanza dell’Organizzazione, che si è esplicitata attraverso diversi aspetti:

1. in primis nel lavoro d’analisi svolto negli anni sulle tendenze del modello scolastico, che ci ha permesso di comprendere la direzione in cui andava la nostra Scuola e anticipare l’emersione di contraddizioni generate da essa. Senza questo importante lavoro organizzativo, non solo saremmo stati privi di una visione del nostro modello scolastico e della nostra proposta di Alternativa, ma non avremmo neanche potuto comprendere la rabbia che ha portato gli studenti a occupare così tante scuole. Già da tempo infatti, analizzando le riforme dell’istruzione pubblica e i prossimi passi decisi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, avevamo intuito che la Scuola era ormai sul punto di perdere anche l’ultimo briciolo di funzione sociale che le rimaneva, diventando un’istituzione del tutto avversa alle necessità degli studenti di emancipazione individuale e collettiva. Sulla base di questo, rompendo la tradizione classica della sinistra studentesca della “difesa” della scuola pubblica, abbiamo deciso che era momento di impostare la nostra iniziativa politica contro questa Scuola e così, ad agosto del 2021, abbiamo scritto la nostra piattaforma rivendicativa, chiamata “Rompere la Gabbia della Scuola” proprio per indicare questa scelta. Le mobilitazioni studentesche scoppiate da lì a poco hanno registrato una rabbia degli studenti non tanto per problematiche specifiche dei propri istituti, bensì per un malcontento e un’avversità nei confronti della Scuola nel suo complesso. Grazie all’analisi svolta dall’Organizzazione siamo riusciti a comprenderlo immediatamente, a individuare le parole d’ordine adeguate e ad alzare il livello del conflitto su un piano più alto dello scontro, ovvero quello sul modello scolastico, ormai di fatto piegato alle esigenze dei privati e dello sfruttamento capitalistico.

2. In secondo luogo, nella capacità di coordinare le lotte delle singole scuole, unendole e connettendole a un piano generale e nazionale che le facesse uscire dal loro specifico ridotto. Se è vero che la lotta degli studenti si è innescata per l’opposizione al sistema scolastico complessivo, va però rilevato che le mobilitazioni spontanee si sono inizialmente attestate su un piano di lotta “interno”, spesso in opposizione ai propri Dirigenti Scolastici, che, sia per un problema organizzativo che politico, non era in grado di connettersi alle altre scuole. La presenza dell’ Organizzazione ha invece permesso non solo di relazionare le lotte delle diverse scuole fra loro, facendole uscire dal loro ambito specifico e rafforzandole, ma anche di innalzare il livello del conflitto, facendo capire agli studenti l’importanza di opporsi direttamente al MIUR, al Governo Draghi e alla scuola-azienda voluta e costruita su indicazione dell’Unione Europea e degli interessi della nostra borghesia continentale. Questo ha favorito l’allargamento delle lotte nelle altre scuole e negli altri territori, uniti dall’opposizione al comune nemico. Da quando la nostra Organizzazione è nata a Roma, nel 2018, abbiamo deciso di scommettere sul livello organizzativo nazionale ed evitare di essere un collettivo o coordinamento semplicemente cittadino. Possiamo dire oggi che questa scommessa, perseguita con l’impegno e la dedizione dei militanti dell’OSA, seppure ancora non pienamente riuscita data la limitata grandezza della nostra giovane struttura, ha dato i suoi frutti, fino a raggiungere e dare spazio e protagonismo al di fuori delle grandi città metropolitane.

3. Nella capacità di mettere in relazione gli studenti con gli altri settori della società in lotta. Sin dalla nostra nascita abbiamo sempre inteso la nostra Organizzazione come studentesca ma non studentista, vale a dire che pur essendo composta da studenti non ha mai limitato la propria attività politica alla sola tematica scolastica. Sulla base di questo, abbiamo ricercato e stretto un solido legame organizzativo con l’Unione Sindacale di Base, in quanto moderna e credibile proposta di sindacalismo di classe e conflittuale. Il rapporto con i settori lavorativi organizzati ha permesso di far uscire le lotte studentesche dall’isolamento, fornendo esempi di lotta e riuscendo ad allargare la visione della nostra generazione al quadro globale della società. Questo rapporto non ha soltanto giovato noi studenti “corporativamente”, tutt’altro: ci ha permesso di esercitare una funzione politica generale nella ripresa del conflitto nel Paese, consentendoci di trasmettere la nostra rabbia e carica conflittuale ai diversi settori che stanno subendo questa crisi. Anche questo è un’obbiettivo che ci siamo dati appena nati, che abbiamo perseguito e che ha dato i suoi frutti: pensiamo che oggi la scommessa, tutta soggettiva, da fare sia quella nella strutturazione di un legame sinergico e duraturo fra Studenti e Operai. Quest’alleanza è stata in grado di trainare il movimento di classe del nostro paese nel ‘900 e oggi, di fronte alla crisi del Capitalismo e del modello di sviluppo occidentale, va ricostruita prioritariamente e dialetticamente rispetto al nuovo contesto storico, sociale e politico.

Questi sono solo alcuni degli aspetti che dimostrano l’importanza dell’Organizzazione e la sua forza potenziale come strumento per cambiare la realtà, come avanguardia cosciente capace di trainare la rabbia spontanea che in questi mesi è esplosa fra gli studenti. Ma questo non basta.

La guerra che abbiamo davanti mostra tutti i limiti di un sistema in cui, per 30 anni, le potenze occidentali hanno pensato solo a riprodurre la propria supremazia a discapito dei popoli, fomentando guerra per i propri interessi imperialistici. Mentre le industrie belliche vedono aumentare a dismisura i propri profitti, la crisi sociale acuisce e grava ulteriormente sulle spalle dei settori popolari. Contestualmente, la crisi ambientale imperversa avvicinando la terra all’infarto ecologico e il nostro polo geopolitico, l’Unione Europea, investendo sull’energia a fissione nucleare ci allontana ogni giorno di più da una reale risoluzione della problematica, che però è possibile solo in un sistema in cui la priorità non è il profitto privato ma il benessere della collettività. D’altronde la pandemia ha dimostrato che sistemi sociali ed economici come quello cubano, dove il diritto alla sanità, alla scuola, al lavoro e ad una vita degna sono sempre stati messi al centro dello sviluppo del paese, si sono dimostrati non solo più reattivi di fronte alla crisi sanitaria ma hanno saputo imporre l’urgenza di un’Alternativa a tutto tondo, con la prospettiva internazionalista di un piccolo paese che però ha insegnato al mondo intero che la pace e la collaborazione tra popoli può divenire la regola nelle relazioni internazionali, che si possono inviare ‘medici e non bombe’, come diceva Fidel Castro.
Di fronte a questo sistema in macerie, che ci obbliga a un futuro dannato di miseria, torna centrale la necessità di un ribaltamento totale del modello di sviluppo. Serve, qui e ora, un nuovo Assalto al Cielo verso cui mettersi in marcia.

In questo senso lanciamo l’appello a costruire insieme l’Assemblea Nazionale dell’OSA da tutti i territori d’Italia:

• convochiamo momenti di dibattito e confronto non solo sulla base di questo documento ma anche su tutti i temi che toccano la nostra generazione.

• Raccogliamo le testimonianze, le esperienze e i pareri degli studenti nelle nostre scuole sulla situazione attuale, affinché l’Assemblea Nazionale sia un momento in cui possa emergere la realtà che viviamo quotidianamente come base fondamentale per la costruzione di un contrattacco.

• Elaboriamo ragionamenti, proposte e quant’altro da portare all’Assemblea Nazionale e collettivizzare, per arricchire il dibattito e sviluppare ulteriormente il lavoro politico: l’Organizzazione è il prodotto della sua mente collettiva, di cui ognuno di noi ha la responsabilità di sviluppare incessantemente.

Questo documento che rivolgiamo alle studentesse e agli studenti in lotta in tutta Italia non è una formalità né un invito al mero dibattito intellettualistico. Tutto al contrario, questo appello, che apre una fase di riflessione e ragionamento verso e oltre l’Assemblea Nazionale, implica una presa di coscienza e responsabilità da parte tutti coloro che intendono accettare la sfida proposta: quella dell’Organizzazione e della sua costruzione, dello sviluppo di mente e corpo collettivo con cui agire nella realtà.

Chi avrà il coraggio di accettarla saprà dove trovarci.
In Marcia, “per una strada ripida e difficile tenendoci con forza per mano”, verso il nuovo Assalto al cielo.

Scarica qui in PDF⬇️