Dopo due anni di Pandemia, di forte disgregazione degli studenti e di assenza di conflitto studentesco diffuso e generalizzato nelle scuole del Paese, qualcosa torna a muoversi.

Soltanto nell’ultimo mese e mezzo, dalla scintilla partita con l’occupazione del Rossellini, prontamente seguito dalle altre scuole romane e torinesi, sono state già più di 10 le scuole in tutta Italia a occupare e altre decine e decine a scioperare e mobilitarsi. Questo è il sintomo migliore di una ripresa del conflitto degli studenti del nostro paese che, seppur imparagonabile ai livelli di mobilitazione visti negli anni passati in Italia, è il dato positivo con cui chi vuole far ripartire un movimento di opposizione e lotta degli studenti nel nostro Paese si deve confrontare.

Di fronte alla situazione critica che viviamo, alle 6 riforme della Scuola del PNRR avverse alle necessità degli studenti, alla Manovra finanziaria preparata dal Governo a favore dei soliti noti e non della collettività, alla crisi ambientale davanti a cui l’unica soluzione è rompere il modello che ne è la causa e che Draghi invece continua a portare avanti e di fronte all’assenza di un futuro per i giovani NOI NON POSSIAMO RIMANERE FERMI.

Abbiamo la possibilità di acquisire un protagonismo reale nel Paese e di far sentire la nostra voce; per farlo però non possiamo rimanere frammentati ma dobbiamo unire le lotte delle nostre singole scuole e indirizzarle contro il nostro nemico comune, il Governo Draghi.

È per questo che ci appelliamo agli studenti e alle scuole in lotta di tutta Italia: costruiamo tutti insieme la Campagna Nazionale #STUDENTICONTRODRAGHI , un percorso di lotta comune in cui si possano ritrovare gli studenti di tutta Italia, verso il NoDraghiDay del 4 dicembre e oltre.

Il momento è ora!