Venerdì 8 ottobre ore 17 – Casa della Pace in via di Monte Testaccio 22 – Roma
–> in contemporanea ci saranno assemblee aperte a Torino e Milano

Dopo un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia è necessario tracciare un bilancio degli stravolgimenti che hanno investito la Scuola e il mondo della formazione, con la consapevolezza che queste trasformazioni riguardano l’intera società nonché il futuro delle nuove generazioni, oggi investite da una crisi pedagogica senza precedenti.
Nel marzo del 2020 la Scuola è arrivata impreparata e male assortita a questo appuntamento con la natura e con la storia. Non pochi si sono illusi che questa drammatica circostanza, gestita malamente con il ricorso alla didattica a distanza, avrebbe imposto la necessità di un grande e storico rilancio dell’istruzione e della ricerca pubblica. Ma ciò non è avvenuto: la pandemia da Covid-19 verrà invece utilizzata per il rilancio del progetto europeo di una filiera formativa plasmata sulle esigenze del tessuto produttivo, con il potenziamento dell’autonomia scolastica e la fine della funzione emancipatrice della scuola pubblica.
Il PNRR ha previsto investimenti insufficienti in edilizia scolastica e nella messa in sicurezza degli edifici, non ha previsto un aumento dell’organico di docenti e Ata per far diventare la scuola il perno di un rinnovamento complessivo della società. Il Piano messo a punto da Draghi e da Bianchi su impulso della Commissione Europea prevede invece un massiccio investimento in digitalizzazione e nuove tecnologie; la DAD, nonostante il suo palese fallimento, è stata quindi solo una prova generale di un nuovo modello di scuola che andranno sempre più ad imporre nei prossimi anni. Seguirà l’ingresso sempre più invasivo dell’imprenditoria locale e del terzo settore (ovvero il privato ‘sociale’), con i cosiddetti Patti di comunità voluti da Bianchi, altro tentativo di rilancio della privatizzazione dell’Istruzione pubblica, compreso il potenziamento dell”integrazione ‘scuola/lavoro’, che non solo aveva mostrato grossi limiti di attuazione ma di fatto permette l’irruzione dello sfruttamento e della precarietà tra i banchi di scuola, oltre a quella già presente con il ricorso ai lavoratori delle cooperative sociali per profili che pienamente apparterrebbero al lavoro pubblico.
Che dire poi degli ITS? Centri di formazione post-diploma gestiti direttamente Fondazioni private. Una scuola al servizio delle imprese che decideranno quali sono i saperi su cui investire e come organizzarli direttamente.
Stanno utilizzando un’emergenza sanitaria e sociale per accelerare un processo di radicale ristrutturazione economica e di revisione dei rapporti di classe nel Paese e all’interno dell’Unione Europea.
Anche per questo motivo Lunedì 11 ottobre è stato indetto uno sciopero generale da tutto il sindacalismo di base e conflittuale per denunciare il pesante attacco al mondo del lavoro portato avanti dal Governo Draghi e Confindustria.
Invitiamo Il mondo della scuola, della cultura, della ricerca scientifica a esporre le proprie ragioni e inaugurare una nuova fase di elaborazione e proposta in un’assemblea pubblica venerdì 8 ottobre alle ore 17 presso la Casa della pace.