CONTRO-RIVOLUZIONE DIGITALE
Ciclo di appuntamenti nazionali per comprendere le trasformazioni che le tecnologie digitali producono sugli ambienti educativi.

Quali cambiamenti produce, o si propone di produrre, nel mondo della formazione l’impatto delle nuove tecnologie? Chi sono i beneficiari dell’innovazione digitale e come i processi di digitalizzazione si intersecano con quelli di riproduzione delle disuguaglianze educative, sociali ed economiche? Quali processi vengono incentivati dalla classe dirigente europea?

L’Unione Europea, attraverso i fondi del programma Next generation EU, sta cogliendo l’occasione della pandemia per avviare una profonda ristrutturazione interna e riuscire a competere a livello internazionale contro competitors nuovi e vecchi in un mondo ormai evidentemente multipolare, come il recente epilogo della guerra in Afghanistan ha dimostrato.

In questo quadro per analizzare il fenomeno della cosiddetta “digitalizzazione” non possiamo che partire dalla consapevolezza della non-neutralità del processo che l’innovazione tecnologica porta con sé in quanto strumento governato da regole dettate da un modello di sviluppo preciso, quello capitalista. Per questo mentre la narrazione dominante cerca di spacciarci l’aspettativa della rivoluzione digitale come strumento di emancipazione, noi vogliamo provocatoriamente parlare di “contro-rivoluzione” poiché la realtà dei fatti e’ che la maggioranza delle persone non godrà dei benefici di questa innovazione ma che anzi, soprattutto noi giovani, subiremo l’aspetto più regressivo, oppressivo e repressivo di questi nuovi strumenti all’opera.

Senza scivolare su posizione antitecnologiche, ci interroghiamo sulle rivendicazioni che una moderna opzione politica comunista deve concretamente portare avanti nell’attuale fase chiamando a confronto i singoli, le realtà e tutte e tutti coloro interessati al dibattito.