Nessuno spazio alle provocazioni anticastriste: dopo aver difeso le sedi diplomatiche di #Cuba a Roma e Milano, scendiamo in piazza a Roma il 26 luglio a sostegno della rivoluzione e dell’autodeterminazione del popolo cubano, per una prospettiva di rottura radicale anche contro l’imperialismo di casa nostra.

Le “proteste” contro il governo cubano – tra mercenari e finti filmati propagandati dai media occidentali – si sono rivelate l’ennesimo teatrino pianificato dagli Stati Uniti, nel tentativo di creare un clima internazionale che giustifichi un intervento umanitario (vale a dire militare) sull’isola.

Cuba rappresenta da sempre una ferita inaccettabile per l’#imperialismo #USA – e oggi anche per l’#UnioneEuropea – rappresenta la realizzazione concreta dell’alternativa possibile alla barbarie del neoliberismo occidentale.

Davanti al fallimento del loro mondo e alla crisi del primato statunitense nella competizione internazionale, cercano di riguadagnarsi una credibilità screditando l’esempio di massima emancipazione e libertà raggiunto da un popolo. Cuba non è sola, ma costituisce la punta più avanzata della lotta di classe e delle esperienze di transizione socialista che attraversano tutta l’America latina: i popoli sud-americani sono in marcia in un processo di sganciamento dall’imperialismo USA in crisi e che ne mette a repentaglio la stessa tenuta.

E’ lì che anche noi guardiamo per rompere la gabbia dell’UE e liberarci dalle catene dell’imperialismo di casa nostra. Nella crisi di prospettive a cui questo modello di sviluppo ha condannato la nostra generazione, il processo rivoluzionario
del popolo e del governo cubano è il nostro orizzonte, l’esempio da cui ripartire per cambiare radicalmente la società e guadagnarci il mondo nuovo.

Ci vediamo in piazza a #Roma,
HASTA LA VICTORIA!