L’Assemblea Studentesca Nazionale che come OSA avevamo chiamato ormai un mese fa è stato un primo momento di confronto fra studenti per iniziare la costruzione di una prima importante mobilitazione studentesca per questo autunno.

L’assemblea ha registrato una positiva partecipazione, sia in termini numerici, con studenti collegati da tutta Italia, sia in termini “qualitativi”, per l’importante mole di interventi e riflessioni sulle questioni che più ci riguarderanno a partire da settembre: valutazione, digitalizzazione, professionalizzazione dell’istruzione, sicurezza, riforma dei tecnici e professionali, etc etc. Gli studenti hanno ben individuato nel Recovery Fund lo strumento di Governo Draghi, Confindustria e Unione Europea per ristrutturare l’assetto produttivo e sociale del nostro paese, dando all’Istruzione il ruolo di agire in funzione dei privati e di creare i futuri sfruttati e precari del domani, e non quello di rilanciare i diritti, emancipare le classi subalterne e la società tutta. In questo senso si leggono le riforme decise nel PNRR che verranno attuate, di fronte a cui dobbiamo farci trovare pronti, consapevoli anche dell’enorme rigetto che si è creato nei confronti della scuola italiana negli ultimi due anni e che abbiamo visto certificato nell’abbandono scolastico da parte di oltre 200.000 studenti per l’a.s. 2021/22. Pensiamo che questo rigetto generalizzato vada indirizzato contro questo modello scolastico non più difendibile e/o riformabile, i cui pochi caratteri progressisti ottenuti dalle imponenti mobilitazioni in passato sono stati cancellati e a cui quindi dobbiamo dichiarare guerra totale.

Da tutti gli interventi è emersa la necessità di trasformare le analisi e le riflessioni in un piano concreto di lotta per rispondere alle politiche del Ministro Bianchi, che parta dalle scuole e coinvolga gli studenti nella protesta. Partendo da questo presupposto, abbiamo deciso di lanciare:

1) l’Agitazione diffusa e permanente nelle scuole italiane sin dal primo giorno dell’anno scolastico, consci dei vari fattori di imprevedibilità (in primis la diffusione di nuove e resistenti varianti del Covid, come la Variante Delta, che potrebbe confermare la DaD anche quest’anno) ma anche del bisogno di un’azione capillare che raggiunga più studenti possibili;

2) Assemblea Nazionale degli Studenti per domenica 19 settembre, a Roma, aperta a tutti gli studenti e le scuole in lotta, per ristabilire un grande momento di dibattito e confronto politico, collettivo e diretto fra studenti che negli ultimi anni troppo spesso è mancato: questo ha significato una grave carenza che si è vista pienamente ma che vogliamo superare, così da tornare a rendere l’Autunno – e tutto l’anno scolastico – realmente “caldo” e riportare la mobilitazione fra gli studenti, dai temi della scuola, dei diritti, fino a quelli della difesa ambientale;

3) una giornata di Mobilitazione Studentesca a livello nazionale che possa relazionarsi con le importanti date di mobilitazione che costruiranno lavoratori e lavoratrici per rispondere al massacro sociale voluto dai padroni, i cui effetti drammatici si stanno palesando già in questi giorni.

A partire da questi 3 momenti struttureremo il nostro lavoro verso settembre e oltre costruendo sinergie con le altre lotte nel paese, come quelle dei lavoratori o quelle delle realtà sociali e politiche che contesteranno il G20 di ottobre a Roma, in cui anche noi studenti saremo in prima fila. Pensiamo ci sia la possibilità di riattivare un percorso di lotta degli studenti medi in questo paese, partendo dai momenti positivi e conflittuali dell’anno appena passato e rilanciando un’opposizione determinata che lanci una sfida a questo Presente per conquistarci un altro Futuro.
La strada è tracciata.