In questi giorni il popolo palestinese si è rimesso in cammino rompendo il muro della paura e insegnando al mondo intero cosa significa lottare per il diritto all’esistenza. Combattere contro lo Stato di Israele, aiutato peraltro dall’industria militare italiana e dalle università italiane nel suo processo di pulizia etnica contro i palestinesi, significa combattere l’amico migliore degli imperialismi, appoggiato da tutti al fine di garantire gli interessi occidentali in Medio Oriente.

Significa lottare contro l’imperialismo come stadio raggiunto dal nostro modello di Sviluppo. Infatti, non solo Israele sfrutta, depreda e colonizza violentemente il popolo palestinese, ma mostra bene la barbarie a cui può giungere un sistema che garantisce il monopolio della violenza agli interessi di industrie e multinazionali.

Il portato rivoluzionario della resistenza palestinese va colto e inserito nel contesto della crisi strutturale del capitalismo occidentale: la pandemia ha dimostrato che il nostro modello di sviluppo, attraverso la competizione sui vaccini, la gabbia del debito e i ricatti internazionali, sta portando il mondo sempre più sull’orlo di un conflitto generalizzato.

Il 21 maggio in occasione del Global Health Summit (Vertice Mondiale sulla Salute) saranno presenti, seppur virtualmente, molti rappresentanti dei Paesi che hanno elogiato in questi mesi il modello israeliano di gestione della pandemia, oltre alle principali istituzioni internazionali, come l’OCSE, l’FMI, l’ONU, la Banca Mondiale, ovvero gli organismi internazionali che hanno da sempre legittimato l’oppressione dei popoli che si oppongono e resistono alle ingerenze internazionali imperialiste.

Le stesse istituzioni che proteggono i crimini contro l’umanità portati avanti da Israele, che hanno ignorato le aggressioni al popolo colombiano in lotta contro il neoliberismo e che da anni ricattano Cuba e il popolo cubano con il bloqueo e le sanzioni economiche.

Sono le stesse istituzioni che hanno cercato di mascherare i fallimenti dei governi occidentali nella gestione della pandemia mentre negavano ai paesi del Sud del mondo l’accesso ai brevetti e al diritto alla salute. Israele è l’emblema della violenza del modello di sviluppo che vogliono imporci: per tutta la durata della pandemia, lo stato sionista ha fatto a gara a rialzo dei prezzi per comprare i vaccini mentre impediva al popolo palestinese di averli.
Non rimarremo silenti di fronte all’ipocrisia della narrazione occidentale e delle sue istituzioni e per questo porteremo dentro alla manifestazione nazionale del 22 Maggio a Roma il grido dei popoli oppressi e della Palestina.

Di fronte all’acuirsi della crisi sociale e sanitaria, costruiamo la nostra #ExitStrategy seguendo l’esempio dei popoli in lotta: organizziamoci e scendiamo in piazza per combattere la pandemia, per uscire dalla barbarie del capitalismo, per rompere la gabbia dell’imperialismo.

Cambiare Rotta – organizzazione giovanile comunista – Noi Restiamo / OSA – Opposizione Studentesca d’Alternativa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...