Il 21 maggio ci sarà a Roma il Global Health Summit, nonché il vertice mondiale sulla salute a cui parteciperanno i paesi del G2O insieme a ONU, OMS, FMI, Banca mondiale e OCSE. Si tratta delle stesse organizzazioni internazionali e regionali che insieme ai vari governi neoliberisti hanno messo al primo posto, anche in una situazione come questa, non la salute né la sicurezza collettiva, bensì sempre e solo la produttività, in nome della quale abbiamo visto un aumento tragico ed esponenziale dei contagi e delle morti che ha confermato non solo l’inadeguatezza di un’intera classe politica, ma soprattutto il totale fallimento del sistema capitalista, che si è dimostrato esso stesso l’emergenza e la causa principale del peggioramento della pandemia.

E le conseguenze di tutto ciò se ad oggi ci appaiono disastrose, un domani non faranno altro che esasperarsi e ricadere tutte sulle spalle di noi nuove generazioni, costrette a pagare il peso della crisi sociale e sistemica con il nostro futuro, tra massacro sociale, condizioni di vita a dir poco precarie e sfruttamento, per altro con la totale complicità delle istituzioni, prima su tutte la scuola, che ci abitua già a stare a testa bassa davanti ai ricatti e ad accettare in maniera servile le condizioni di lavoro e di vita misere a cui questo modello ci condanna.

Per questo anche noi il 22 maggio, dopo la giornata di sciopero nazionale della sanità del 21 maggio chiamata dall’Unione Sindacale di Base, parteciperemo alla mobilitazione nazionale che si terrà a Roma, consapevoli che il tema della salute non nasce con il covid ma è un tema che da sempre esiste e che si collega alla devastazione ambientale perpetrata da un sistema in cui la priorità è il profitto e che ci nega il diritto alla salute da prima del covid: lo vediamo in Val di Susa con il Tav, a Taranto con l’ILVA, con le grandi opere in tutto il paese e con un modo di produzione che danneggia l’ambiente e conseguentemente la salute di tutti.
Le risposte non verranno dal capitalismo, né in tema di salute né in quello ambientale. La Green Economy (tanto propagandata nelle nostre scuole) oltre a essere ricca di contraddizioni è solo la nuova trovata per fare profitto, e in particolare dove scarseggiano rirsorse energetiche come nell’UE, non ha di certo l’interesse di salvaguardare l’ambiente: di quello non importa al capitalismo, non è un suo obbiettivo e non può riparare ai danni che esso stesso produce per sua natura.

Come generazione che non ha più nulla da perdere risponderemo quindi organizzandoci e lottando giorno dopo giorno, ponendoci come opposizione e come alternativa rispetto alla condanna a cui questo modello di società ci mette di fronte, per ribaltare il presente e riprenderci il nostro futuro.
Ed è allora con spirito di rottura e di conflitto rispetto a tale modello e al ruolo che in questo ha l’Unione Europea che attraverseremo anche le date dei G20 in Italia, verso un’alternativa, più che mai necessaria e possibile, da contrapporre alle loro barbarie!