In meno di 24 ore le camere hanno dovuto approvare il Recovery Plan proposto da Draghi. Un piano calato dall’alto e rivolto in primis alle nuove generazioni, tant’è che è proprio sulle spalle dei giovani che è stata fissata questa ipoteca che dovremo pagare col nostro futuro.

Per quanto riguarda l’istruzione i soldi stanziati servono all’accelerazione del loro modello di scuola che già Bianchi in questi mesi ha messo in pratica, basti pensare ad esempio all’introduzione del Curriculum dello studente. Una ristrutturazione della scuola in chiave neoliberista, sempre più escludente e funzionale solo al modello UE che per studenti e lavoratori è sinonimo di massacro sociale, ricatti e precarietà, e questo Recovery Plan ne è la dimostrazione lampante.

Si parla unicamente infatti di potenziare le logiche di privatizzazione e di aziendalizzazione della scuola, ad esempio potenziando PCTO e invalsi. Per non parlare della digitalizzazione, parola chiave all’interno di questo Recovery Plan, che vedrà la normalizzazione della DDI anche dopo il covid e la priorità di fornire agli studenti le competenze lavorative in ambito digitale e tecnologico. Un modello di scuola che però si è già dimostrato più e più volte fallimentare e distruttivo per noi studenti, con enormi ricadute sul nostro diritto allo studio e sul concetto stesso di istruzione.

La scuola si conferma quindi non come luogo in cui gli studenti possono emanciparsi o in cui si superano le disuguaglianze, ma anzi il contrario. La loro idea di scuola si dimostra fonte di disuguaglianze e luogo in cui agli studenti si insegnano non le conoscenze critiche ma le competenze richieste dal mercato del lavoro da soddisfare a basso costo e a testa altrettanto bassa come futura classe lavoratrice, su cui, tra l’altro, tanto nell’oggi quanto nei prossimi decenni sarà scaricato tutto il peso di questa crisi.

Ed ecco allora qual è la vera faccia di Unione Europea e governo Draghi: quella che ci toglie il presente e ci nega il futuro già tra i banchi di scuola.
Ci volete schiavi, ma siamo opposizione e saremo alternativa alle vostre ipocrisie: voi ci state promettendo macerie, noi vi promettiamo conflitto!

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