La data del 25 aprile non deve essere confinata ad una ricorrenza fine a sé stessa, ma è da ricostruire come una giornata di conflitto. Una giornata nata non per essere riconciliatrice, ma che divide in maniera netta con una barricata gli oppressori infami e gli oppressi, che lottano ogni giorno per la liberazione e un’alternativa sociale, portando avanti e attualizzando l’esempio rivoluzionario dei partigiani comunisti.

Oggi siamo di fronte ad un governo, massima espressione di questo sistema di sviluppo, che fomenta l’odio verso le classi popolari, l’emarginazione e lo sfruttamento di esse. Che, anche in tempo di pandemia, non si è fatto scrupoli a continuare a far pagare i costi di questa crisi alla collettività.
Continuemo, anche il 25 Aprile, a gridare il nostro dissenso per il governo Draghi, responsabile dell’attuale massacro sociale, dell’abbandono di studenti e lavoratori per gli interessi del capitale. Un governo che vede il centrosinistra, forze politiche che si sono sempre falsamente dichiarate antifasciste, governare con la Lega e con Salvini. Dopo che per anni hanno portato avanti le stesse politiche antipopolari di austerità, privatizzazione e tagli delle destre, ora più che mai la loro maschera di cera si scioglie.
Non si può accettare di celebrare il 25 aprile con chi spaccia l’antifascismo come valore comune, una retorica inocua, ammortizza il conflitto sociale e strumentalizza questa data per fare la propria sfilata elettorale.
Lottiamo contro chi, ogni giorno, cancella la storia e le differenze politiche per i propri interessi, per spegnere il senso di giustizia e di riscatto popolare.

Cercare di dare contenuto e attualità all’antifascismo significa parlare, durante questa emergenza più che mai, di istruzione, sanità, trasporto pubblico, del diritto ad un lavoro, ad una casa, ad un reddito e al proprio FUTURO e alla propria DIGNITÀ. Significa parlare di UN’ALTERNATIVA RIVOLUZIONARIA a questo sistema economico marcio che ci confina nella miseria.

Dagli studenti a cui è stato tolto tutto, dal diritto allo studio ad un futuro, nasce la nuova resistenza contro questo governo e contro questo modello infame!

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