E’ ormai un anno che la pandemia ha cambiato tutto quello che consideravamo “normalità”, proiettando soprattutto noi giovani, in una condizione di incertezza perenne tanto del nostro futuro quanto della quotidianità. La Scuola è il nostro presente, è il luogo dove cresciamo come individui ma soprattutto come generazione, come collettività, con il confronto e con lo studio, ma soprattutto con la voglia di capire qualcosa di questo mondo che oggi ci sembra letteralmente sottosopra.

La chiamiamo crisi pedagogica perché a un anno dall’inizio di tutto sentiamo parlare tanto di come salvare il mercato ma poco si dice (e nulla si fa) per una generazione che sarà segnata a vita dalla didattica a distanza, dalla perdita degli spazi di confronto e alla quale è stata negata arbitrariamente un’istruzione vera e propria, che già da decenni viene minata e soppiantata dagli interessi privati. I dati riguardanti l’abbandono scolastico indicano che ci sono 34 mila studenti a rischio abbandono scolastico, questo significa che la scuola in Italia ha perso ormai la sua funzione sociale emancipatrice, e tanti, troppi non hanno più motivo di restarci.

Siamo consapevoli che i problemi non sono iniziati all’improvviso con l’avvento del virus, ma che la pandemia ha messo tutti di fronte a un problema decennale.
È necessario per noi studenti creare un momento di confronto, è quindi con questa iniziativa che ci rivolgiamo alla comunità scolastica, ai nostri compagni di scuola ma anche ai docenti, a tutti coloro che vivono di cultura. Nonostante le promesse e gli slogan, come se niente fosse, sia in presenza che a distanza la scuola ha continuato ad essere una macchina di voti, debiti, interrogazioni a qualsiasi ora del giorno, senza nemmeno accennare a quanto la didattica sia stata penalizzata da una DaD che da strumento emergenziale è stato “normalizzato” rendendo le conseguenze evidenti a tutti. In mezzo a questo caos ci siamo noi studenti che nonostante da mesi non possiamo accedere ad una reale didattica non solo come priorità il nuovo governo mette la valutazione, ma addirittura ha in programma (come se nulla fosse accaduto) non solo di continuare a rimandare e bocciare, ma di ripristinare INVALSI e Alternanza Scuola Lavoro.

Crediamo che oggi mettere in discussione questo sistema scolastico sia fondamentale. Partendo da queste critiche e dal diritto collettivo che nessuno venga lasciato indietro vi invitiamo il giorno 27 marzo alle ore 17:00 a partecipare al nostro confronto che si terrà in diretta sulle nostre pagine social insieme a Matteo Saudino, Nicoletta Dosio, Valerio Evangelisti e Lucia Donat Cattin dell’Unione Sindacale di Base, perché si parta da oggi per ripensare una scuola che nessuno, se non noi, è disposto a cambiare.