Ieri Draghi ha dato vita al nuovo governo nominandone i ministri. Un governo che parla da sé, trainato dalla UE e spinto dalle precedenti forze politiche ora fedelissime a Draghi. Sul carro governativo una serie di figure tra tecnici e politici che nei prossimi mesi dovranno guidare l’Italia, da anni in balia di una crisi sociale e politica ora esasperata dall’emergenza Covid-19 che ha portato a galla e aumentato tutte quelle contraddizioni di questo modello con cui siamo chiamati a fare i conti tutti i giorni.

Infatti, schiacciati dalle ruote di quel carro ci troviamo noi, nuove generazioni, studenti, lavoratori e classi sociali più deboli su cui sarà scaricato tutto il peso di questa crisi.
La strada ce la indica l’UE, ed è quella dell’austerità, del massacro sociale e del futuro di intere generazioni sacrificato in nome del bilancio e degli sporchi interessi del Capitale europeo.

Non a caso, per dirne uno, il ministro dell’istruzione è Patrizio Bianchi, nominato con l’intento di dare una spinta al loro modello di scuola neoliberista “vicina al lavoro e alle nuove tecnologie, una scuola che guardi alle nuove professioni” (citando le parole del ministro), nuove professioni, aggiungiamo noi, che necessitano di una classe lavoratrice flessibile e precaria, capace di soddisfare a basso costo le richieste produttive dell’UE all’interno della competizione globale. Loro ci vogliono schiavi, ma noi saremo rivolta!

È evidente che come studenti in lotta mai staremo dalla parte di chi ci distrugge il presente e ruba il futuro, consapevoli che l’alternativa ai crimini e alle politiche antisociali di questo modello non può che partire da noi, e saremo noi studenti a creare il conflitto e l’opposizione scuola per scuola partendo dalla data di agitazione del 22 febbraio!

CONTRO CHI CI VUOLE SCHIAVI NOI SAREMO RIVOLTA: ROMPIAMO LA GABBIA DELL’UE!