Ad oggi, dopo quasi nove mesi nei quali non è stato fatto nulla di concreto per affrontare la pandemia, il governo ha deciso ancora una volta di anteporre gli interessi privati e di confindustria a quelli della collettività  che, insieme alle enormi inadempienze, ha causato una seconda ondata di contagi che si prospetta essere più grave della prima.
In questi mesi invece di combattere il virus si è preferito “conviverci”, senza investire né sulla scuola, né sulla sanità e nemmeno sui trasporti e ad oggi ci ritroviamo ad un’obbligata chiusura delle scuole superiori a fronte di un aumento vertiginoso dei contagi.
Naturalmente le materne, le elementari e la prima media rimangono aperte affinché i genitori possano andare a lavorare e produrre, utilizzando quindi in questo caso le scuole non per funzioni educative o pedagogiche ma solamente come parcheggio sociale.
Come se non bastasse le non-cure adottate dai dpcm governativi rendono la prospettiva del rientro in presenza un miraggio poiché, in questo teatrino tra Stato, regioni, Confindustria e sindacati concertativi (anche studenteschi) a tutto si pensa fuorché al benessere collettivo.

Ci ritroviamo così privati ancora del nostro diritto allo studio (senza nemmeno i mezzi e le garanzie per poter usufruire della DaD) consapevoli però delle uniche soluzioni possibili per spezzare la catena del contagio e tornare finalmente nelle nostre scuole in sicurezza: chiudere per un ragionevole lasso di tempo tutte le scuole di ogni ordine e grado e le attività non essenziali garantendo a tutti un reddito dignitoso e tamponi a tappeto, investendo finalmente su scuola, sanità e trasporti.

Per tutto ciò è più che mai essenziale costruire un momento di confronto, che metta gli studenti consapevoli e conflittuali al tavolo per discutere proprio di come tornare nelle nostre scuole in sicurezza con la garanzia di uscire dal limbo al quale ci hanno costretti.
È per questo che convochiamo l’assemblea studentesca nazionale telematica per il 21 novembre, in vista dello sciopero nazionale della didattica a distanza del 25 novembre nel quale in tutta Italia costruiremo momenti di lotta per tornare al più presto in presenza, per la salute collettiva e perché ci venga garantito il nostro diritto al futuro e all’istruzione.

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