CI NEGATE IL PRESENTE, CI RUBATE IL FUTURO: PREPARATEVI AL CONTRATTACCO!

Ormai è ufficiale: con il nuovo DPCM emanato dal Governo Conte, a partire da giovedì 5 novembre tornerà la Didattica a Distanza al 100% per le scuole superiori di tutta Italia, come tentativo di tamponare l’aumento spaventoso e incontrollato dei casi di Covid  che ormai da un po’ si attestano stabilmente sugli oltre 20mila rilevati giornalieri; dati che insieme alle prime immagini che stan apparendo pubblicamente degli ospedali senza barelle né posti in terapia intensiva ci ricordano le drammatiche giornate di marzo. Da questa complicata situazione, in cui i cambiamenti e le novità sembrano essere all’ordine del giorno e del DCPM di turno, crediamo siano necessarie delle considerazioni.

In primo luogo, per noi studenti il ritorno della DaD rappresenta un colpo durissimo al nostro diritto all’Istruzione, un macigno che pesa sulle spalle di noi ragazzi che abbiamo già vissuto l’incubo della DaD per tre mesi lo scorso anno scolastico e che percepiamo perfettamente l’enorme crisi pedagogica di fronte a cui ci troviamo, che stiamo pagando già oggi e che continueremo a pagare negli anni a seguire a causa dei nostri governanti. La chiusura delle scuole in questo momento però è una scelta obbligata rispetto alla condizione assolutamente critica di diffusione del contagio, che dipende del tutto dalla gestione criminale della pandemia di questo Governo che in 8 mesi non ha preparato i meccanismi di prevenzione e contenimento del Virus e che tutt’oggi continua ad agire in nome del profitto economico invocato dai padroni infami della Confindustria piuttosto che in nome della salute e dei diritti collettivi. Stiamo però ben in guardia: le scuole che stan venendo chiuse sono solo le superiori, dove – riprendendo la narrazione dominante – gli studenti son più grandi e quindi “si possono arrangiare” senza essere seguiti dai genitori, i quali devono essere completamente impiegati per mandare avanti la produzione e il profitto padronale anche esponendosi al contagio, sacrificando al contempo la propria vita sociale. Se si volesse realmente salvaguardare la salute pubblica anche materne, elementari e medie andrebbero chiuse, ma evidentemente rappresentano un comodo parcheggio sociale in cui i genitori/lavoratori possono lasciare in custodia i figli, così da non doversi dedicare a loro e poter essere impiegati al cento per cento nella creazione di plusvalore per i capitalisti. Questo va evidenziato per capire che dietro la mancata chiusura di medie, elementari e materne da parte di MIUR e Governo non c’è la motivazione di voler preservare l’Istruzione (questo non è mai stato all’ordine del girono nei palazzi ministeriali), ma solo la volontà di fare l’ennesimo regalo ai famelici aguzzini della Confindustria. 
Il dato che quindi ci rimane è che a oggi la Dad è uno strumento emergenziale che – a nostro malgrado – diventa necessario (e speriamo per il minor tempo possibile) rispetto al disastro nella gestione dell’epidemia da parte del Governo, con cui mantenere una minima continuità didattica e i rapporti fra insegnanti e alunni. In questo periodo di uso emergenziale che si prospetta dobbiamo avere la lucidità di richiedere che i nostri diritti siano garantiti anche a distanza e che vengano abbattute le diseguaglianze economiche che la Dad aveva già accentuato durante il lockdown e che adesso rischiano di riproporsi con maggiore violenza; che siano garantite delle garanzie e dei diritti per garantire una vivibilità della situazione agli studenti e per preservare in primo luogo la continuità didattica – per quanto sicuramente difficile – e i rapporti fra professori e studenti. Riguardo ciò pubblicheremo nei prossimi giorni una piattaforma con le nostre richieste in questo momento emergenziale: tutto questo però continuando la battaglia contro il tentativo di legittimazione della Dad come forma didattica valida, perché l’unica didattica è quella in presenza a scuola, che andava garantita anche con il Covid, senza sottoporre studenti e lavoratori al ricatto Salute-Diritto all’Istruzione di fronte a cui ci troviamo. Il Governo non ha investito né sull’istruzione né sulla prevenzione del Virus ed è il vero responsabile, perché garantire la scuola anche con il Covid era possibile, e altri paesi ce lo dimostrano: non certamente Francia e Germania – idolatrati da buona parte dei mass media e della sinistra filo istituzionale –  entrambe sulla strada dei Lockdown in cui solo la vita sociale è limitata, mentre la produzione continua a gonfie vele e le scuole sono aperte proprio per permettere ai genitori di continuare ad andare a lavorare (ed esporsi al contagio). Ci riferiamo piuttosto ai paesi in transizione al socialismo o a economia pianificata, in cui c’è una vera ed efficace gestione del Covid perché la salute collettiva viene prima del profitto privato: paesi come Cuba, Cina, Venezuela, Vietnam etc. etc. in cui non c’è alcuna seconda ondata del Virus nel paese (a differenza dei paesi a economia neoliberista) perché il Covid viene tracciato, contenuto e debellato con un sistema sanitario pubblico di massa e quindi sono garantiti al contempo i diritti alla Salute e all’Istruzione. E’ possibile e deve essere così anche nel nostro Paese: è per questo che continueremo a lottare per una scuola in presenza anche durante l’epidemia, fino a quando non si troverà il vaccino per debellare il Virus insomma.

ADESSO, CHE FARE?

Il periodo di chiusura va sfruttato per mettere a norma e in sicurezza le scuole (e applicare le misure necessarie che abbiamo chiesto in piazza il 24 e 25 settembre, fondamentali, che qua alleghiamo https://osa.claims/2020/09/12/piattaforma-rivendicativa-dellopposizione-studentesca-dalternativa-la-scuola-ci-spetta-la-riprenderemo-con-la-lotta/ ) cosicché il ritorno si possa fare senza il rischio di Covid negli istituti: questo però non basta perché è chiaro che la chiusura delle scuole è determinata dall’andamento generale del contagio nel Paese. Per questo va garantito il diritto alla salute e va bloccato il Virus: servono tamponamenti di massa, creazione e potenziamento delle USCA nelle regioni, che si potenzi prioritariamente la sanità di fronte alla saturazione delle terapie intensive, anche con l’esproprio delle strutture ospedaliere private e la precettazione del personale che vi lavora, e dei lockdown veri e mirati nei territori – se non addirittura uno solo generalizzato – per bloccare la catena dei contagi, azzerarli, poter ripartire con il Contact Tracing e potenziare tutti i settori per prevenire il Virus che sono oggi al collasso, come ad esempio quello del trasporto pubblico, che si è dimostrato completamente inadeguato di fronte alla pandemia, affinché non si ripresenti nuovamente la necessità di Lockdown per la noncuranza del Governo. Tutto questo con il sostegno economico e il reddito alle categorie che si troveranno senza lavoro: non si può morire né di Covid, né di fame. Tutto questo va fatto perché se la Pandemia è ben gestita per gli interessi della Collettività allora si può garantire il diritto all’Istruzione, alla socialità e alla crescita di noi giovani senza rinunciare al diritto alla Salute.
Non siamo disposti a rinunciare al nostro futuro, vogliamo che la nostra formazione venga rimessa al centro delle priorità del paese, serve un’inversione totale di rotta ripartendo dalle richieste delle piazze del 24 e del 25 settembre. La scuola non è un parcheggio per permettere ai genitori degli studenti di lavorare e produrre, ma deve essere uno strumento di emancipazione reale: vogliamo una scuola slegata dagli interessi di Confindustria e che sia in grado di rimettere al centro il sapere critico fondamentale per ricostruire una nuova società.


ORGANIZZIAMO IL CONTRATTACCO

La nostra generazione non riesce a vedere alcuna via di uscita da questa situazione, è costretta a vivere in balia degli eventi, “alla giornata” , senza avere sicurezze. Ci vogliono intrappolare in un eterno presente fatto di atomizzazione, sconforto, incertezza, in cui  è impossibile immaginare delle prospettive che vadano oltre l’arco temporale di una settimana. Negandoci il presente ci stan rubando il futuro, per sempre. Noi giovani oggi non abbiamo più nulla da perdere, se non le nostre catene: sta dunque a noi il compito di resistere e organizzare il contrattacco. Ci riprenderemo ciò che ci avete tolto, vi daremo indietro ciò che ci avete dato. E’ una promessa di lotta.

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