In tutto il paese la curva dei contagi da covid-19 sta risalendo vertiginosamente, riportandoci ad una situazione simile a quella vissuta durante questa primavera.
Oggi però non si può più parlare di fatalità, tutto questo ha dei chiari responsabili ed è la conseguenza di quello che questo governo ha scelto di non fare per prevenire e contrastare la diffusione del virus negli otto mesi passati dall’inizio della pandemia, perché mosso da interessi evidentemente diversi da quelli della collettività.
In un contesto di crisi sanitaria del genere, dovuto soprattutto a trent’anni di smantellamento e privatizzazioni (che con il palese esempio della Lombardia, la regione fin da subito più colpita, aveva già dimostrato il fallimento del sistema privatistico della sanità) si è scelto comunque di gettare parole al vento, di anteporre i profitti alla salute, di non potenziare la sanità pubblica ridotta all’osso e di scaricare ogni decisione ai singoli governatori in virtù dell’autonomia regionale, che ha fatto sì che invece di esserci una centralità da parte dello stato sulla sanità, ogni regione gestisse l’emergenza indipendente e mossa ognuna da interessi privati e spesso clientelari.
Le conseguenze di questo modello fallimentare sono quelle che viviamo oggi: le terapie intensive sono già vicine al punto di saturazione, le code per i tamponi sono interminabili ecc…
Anche per gli studenti e per tutto il mondo della scuola tutto ciò ha avuto delle conseguenze disastrose. Ad esempio già da un mese ad alcune classi non viene più comunicata la quarantena dalle ASL (Azienda Sanitaria Locale), che a causa dei mancati investimenti, dei continui tagli, del calo del personale, dell’indisponibiltà dei reagenti e dell’aumentato esponenziale dei contagi non riescono più a monitorare la diffusione del virus.
Gli studenti in agitazione permanente non ci stanno: il covid sta mettendo in luce tutte le fragilità e le contraddizioni di questo modello sanitario. Vogliamo una sanità pubblica che abbia al suo centro la tutela della salute della collettività, non il profitto dei privati, che sia gratuita e universale.
Per questo giovedì 29 ottobre saremo in Agitazione Nazionale, per riprenderci il diritto alla salute che ci sta venendo negato.

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