In questi giorni i casi di Covid-19 stanno aumentando a dismisura, e le regioni che hanno dichiarato la chiusura delle scuole sono già diverse. Il ritorno della didattica a distanza sta diventando inevitabile, in quanto rappresenta l’unico modo per garantire la sicurezza di studenti, famiglie e lavoratori.
Il governo e le istituzioni ci stanno mettendo di fronte a un ricatto indecente, ovvero quello di scegliere tra due alternative entrambe vergognose: andare a scuola e mettere a rischio la nostra salute e quella di chi abbiamo intorno, oppure stare a casa e rinunciare al nostro diritto allo studio, oltre che alla socialità.
Ma se ora si è costretti a chiudere le scuole e a tornare alla didattica a distanza è perché in oltre otto mesi dallo scoppio della pandemia non hanno fatto niente, se non chiacchierare e speculare sulle nostre vite.

Abbiamo individuato e smascherato i responsabili sin dall’inizio, non perdonando mai niente a nessuno, dal primo lockdown in cui il governo per giustificare la folle gestione della pandemia usava la scusante della situazione inedita e imprevedibile. Consapevoli della loro colpevolezza e della natura delle loro scelte criminali siamo scesi in piazza il 10 giugno chiedendo investimenti strutturali per una scuola in presenza; poi ancora ci siamo mobilitati insieme ai precari della scuola per pretendere un piano massiccio di assunzioni e stabilizzazioni. Abbiamo preteso l’abolizione del numero chiuso alle facoltà di medicina, contro l’elitarizzazione della ricerca in un momento in cui era necessario incentivarla, ma in estate, quando abbiamo visto bonus vacanze e di qualsiasi tipo, mai nulla è stato fatto sui settori pubblici prioritari per il benessere collettivo quali istruzione, trasporti e sanità. Siamo scesi in piazza il 24 e 25 settembre denunciando il fallimento nella gestione del rientro nelle scuole, ribadendo la necessità di investire per una scuola sicura e in presenza.
Ma niente di tutto questo è stato fatto, e per questo, per colpa delle loro scelte infami e antisociali, oggi ci troviamo in un punto di non ritorno, in cui ci vengono negati il diritto allo studio e alla sicurezza e siamo condannati al contagio e alla chiusura delle scuole.

E ancora oggi il governo, che si ritrova a gestire un tragico aumento dei contagi di cui è responsabile, si ostina a continuare verso la direzione che più volte si è dimostrata sbagliata e distruttiva, senza fare niente di utile e reale nell’ottica di tutelare le fasce più deboli, gli studenti e i lavoratori. Il governo con una retorica ipocrita ripete che le decisioni vengono prese con dolore e a malincuore, ma sappiamo bene che gli unici a soffrirne siamo noi.
Come al solito infatti saremo noi nuove generazioni a dover pagare a vita le pesantissime conseguenze delle loro politiche infami che ogni giorno ci condannano al macello.

Ci hanno sottratto tutto, dal diritto allo studio alla sicurezza. Ci hanno negato il futuro. Ma sappiamo che la colpa è di chi non si è preso la responsabilità di gestire questa situazione condannandoci alla morte, e non ce lo dimenticheremo. Saremo noi, la generazione che non ha più nulla da perdere, a restituirvi tutto e a riprenderci tutto.

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