E’ notizia di poco fa: il governatore della Campania De Luca ha emanato la chiusura delle scuole nella propria regione fino al 30 ottobre.
Questo è gravissimo, la chiusura delle scuole significherà un danno pesantissimo per tutti i giovani campani, che già prima subivano gli effetti di un modello di istruzione  classista ed esclusivo, tanto più nelle regioni del Meridione, grazie all’Autonomia Regionale. E’ inaccettabile che si sia arrivati al punto di dover chiudere le scuole, perché le Istituzioni avrebbero dovuto garantirci di tornare in sicurezza e di creare le condizioni affinché non si arrivasse a questo punto ma così non è stato. Siamo tornati nei nostri istituti così come prima del Coronavirus, con mezzi affollati in cui gli assembramenti si sprecano, con classi pollaio, con mancanza di sicurezza e di dispositivi di protezione individuale, senza quindi una tutela reale dei nostri diritti e della salute collettiva. L’Azzolina dalla sua comoda poltrona al Ministero continua a dire che va tutto bene, che la scuola si trova in buone condizioni, che tutto deve andare avanti così come ora, ma di fatto sta mandando noi studenti al macello in scuole non sicure, sapendo di farlo. Sono infatti ipocrite gli attacchi nei confronti di De Luca, in quanto sappiamo che lei insieme a lui e tutto il governo sono i responsabili di questa situazione. La verità è che da marzo sono passati 8 mesi, e in questi 8 mesi nulla ha fatto il Governo per impedire e scongiurare la chiusura delle scuole, anzi.
De Luca, il Ministro Azzolina e il Governo Conte sono i criminali che ci hanno abbandonato in questa situazione drammatica, che ci stanno lasciando davanti come uniche prospettive la miseria e precarietà, sono i responsabili del disastro della Scuola Pubblica, coloro che ci hanno saccheggiato il futuro.
È proprio per questa situazione, drammatica quanto prevedibile, che siamo scesi in piazza il 24 e il 25 settembre per lottare per l’incolumità e la salute di chi vive la scuola ed è il motivo per cui dal 10 ottobre siamo in stato di agitazione permanente nelle nostre scuole, per lottare nelle nostre scuole, per la nostra sicurezza, i nostri diritti.
Devono DIMETTERSI, e prepararsi alla rabbia degli studenti che son pronti a riprendersi tutto ciò che gli sta venendo tolto.
E’ una promessa di lotta.

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