Dopo mesi di didattica a distanza siamo finalmente tornati nelle nostre scuole, dai nostri compagni e professori, ma abbiamo ricevuto una spiacevole sorpresa. La verità è che la scuola che vivremo quest’anno è molto più simile alla didattica a distanza rispetto alla scuola in cui avremmo sperato di tornare. Perché fare scuola non vuol dire solo fare lezione.

Fare scuola vuol dire anche socializzare, uscire durante l’intervallo; Fare scuola vuol dire incontrarsi, fare collettivo e discutere insieme agli altri studenti, quelli che vivono la scuola insieme a noi.

Ma quest’anno tutto questo non sarà possibile, quest’anno non ci sono gli intervalli e gli spazi di socialità sono ridotti al minimo, le assemblee scomparse.

In oltre sei mesi di scuole chiuse il Governo non ha fatto quello che doveva fare: garantirci la sicurezza e la scuola in tutti i suoi aspetti, anche quello delle relazioni sociali. Dallo scoppio della pandemia abbiamo riconosciuto nella Didattica a Distanza la morte della Scuola come luogo di crescita collettiva, aggregazione, confronto, pretendendo che si investisse strutturalmente nella scuola, negli spazi e nella garanzia di una didattica inclusiva e di qualità. La scuola che ci restituiscono è insicura – le mascherine e gli igienizzanti non vengono garantiti a tutti gli studenti, le classi pollaio non sono state eliminate – e per (non) risolvere l’enorme fardello della mancanza di spazi il Governo e il MIUR ha deciso di sacrificare le relazioni sociali fondamentali per il nostro percorso di crescita.

Conseguenza di questo è un clima autoritario e dispotico dei presidi che minacciano rappresaglie al minimo movimento o parola di troppo.

Per questo abbiamo deciso di lanciare la campagna #APIENAVOCE, perché tutti parlano di scuola, ma nessuno ascolta noi. C’è bisogno di far sentire la nostra voce.

Inviaci la tua testimonianza! Fai un breve video in cui parli di come stai vivendo il rientro nella tua classe e nel tuo istituto, raccontaci delle difficoltà di vivere una scuola senza più relazioni sociali e il confronto nelle assemblee di classe e d’istituto.

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