Come abbiamo più volte ribadito, ci aspetta un anno scolastico pieno di incertezze e di sfide da affrontare. Un anno più che mai caratterizzato dal precariato e dalla carenza di personale ATA e docente, da un’edilizia che non mette in sicurezza chi realmente ogni giorno vive la scuola, oltre che dal ritorno della DaD che ha già dimostrato essere un ripiego inutile oltre che fortemente dannoso.

È per questo essenziale ripartire fin da subito con una lotta implacabile che ci veda in prima linea contro un modello sociale e di scuola che ci vuole succubi, sfruttati e con un presente e un futuro precari.
La lotta al precariato diventa perciò fondamentale poiché quest’ultimo colpisce in primis più di 200 mila lavoratori della scuola, che vedono un Governo e una Ministra ancora una volta sordi davanti alla richiesta di stabilizzazione dei precari che da anni aspettano il concretizzarsi di quelli che dovrebbero essere diritti fondamentali, riversando degli effetti disastrosi su tutta la comunità scolastica e in particolare sulla formazione di noi studenti.

È da ormai decenni, a partire con le riforme Berlinguer del ’97 e del 2000 fino ad arrivare ai nostri giorni con “la Buona Scuola” di Renzi e la riforma della maturità di Bussetti, che la Scuola ha intrapreso un radicale percorso di trasformazione. Quest’ultima infatti è stata plasmata, secondo il progetto dell’Unione Europea, sulle esigenze del mercato, su un modello ideologico aziendalista, sullo sfruttamento, come abbiamo visto con l’alternanza scuola lavoro, ma anche sul continuo svuotamento della formazione a favore della valutazione come fine ultimo della didattica, lo dimostrano la recente DaD ma anche le prove INVALSI.

Tutto questo a dimostrazione del fatto che la scuola da ormai troppi anni è stata trasformata non più in un luogo di apprendimento delle conoscenze, ma in una struttura atta ad abituare gli studenti sin da subito a un mondo di precarietà, svuotati della loro coscienza critica, tutte condizioni essenziali ad un mondo del lavoro che, oggi più che mai, vuole una scuola classista che abitui alla competizione, all’esclusione sociale e che ci renda, dunque, precari.

Il governo Conte a trazione PD-M5S evidentemente non è da meno. Infatti di fronte a una crisi senza precedenti, invece di cogliere l’opportunità storica di ripensare il modello di Scuola e mettere in atto un serio piano di investimenti su assunzioni e edilizia scolastica, ha deciso di riaprire le scuole senza una pianificazione su sicurezza e personale, mantenendo le disuguaglianze che derivano dalla gestione degli istituti secondo l’autonomia scolastica.

È per tutti questi motivi che aderiamo convintamente alla manifestazione del 2 settembre a Roma alle 10.30 a Piazza Montecitorio e alle 14.30 sotto il Ministero dell’Istruzione, lanciata da diversi comitati, coordinamenti, gruppi e associazioni della scuola per ripartire immediatamente con una lunga stagione di lotta e rivendicare, insieme ai lavoratori, la centralità della Scuola Pubblica.
Rilanciamo inoltre la due giorni di mobilitazione e sciopero del 24 e del 25 settembre a Roma in piazza Montecitorio, per ribadire la nostra contrarietà alla DaD, per più fondi all’edilizia in modo da garantire a tutti l’adeguata sicurezza sanitaria e per l’assunzione di personale ATA e docente e la stabilizzazione dei precari della scuola.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...