A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, tante sono ancora le incertezze dei lavoratori della scuola e di noi studenti in merito alla modalità di rientro nei nostri istituti: le linee guida diffuse dal Ministero, oltre a rivelarsi contraddittorie, hanno generato solo confusione e oggi le condizioni per la riapertura appaiono più critiche che mai.
I tagli e le riforme di stampo neoliberista che hanno colpito duramente l’Istruzione negli ultimi anni, voluti indistintamente dai diversi governi che si sono succeduti, hanno reso la scuola fragile e incapace di reagire all’emergenza Covid e di garantire, a tutti gli studenti, il rapporto alunno-professore che sarebbe stato essenziale in un momento così difficile di isolamento forzato.
La stessa Dad ha segnato un forte incremento delle differenze fra studenti di nord e sud, centro e periferia, e ha dimostrato di non poter strutturalmente replicare né sostituire la Didattica in presenza anche a causa di un enorme gap tecnologico che si è creato nel nostro paese con anni e anni di tagli. È un dato che ormai è diventato evidente e ci spiega la legittima incertezza della maggior parte dei ragazzi e delle loro famiglie, che temono il ritorno della Dad anche in quest’Anno scolastico.
In questo contesto tutt’altro che positivo, il Governo non è andato oltre le chiacchiere retoriche e ha mostrato la sua totale inadeguatezza. I fondi stanziati per l’edilizia scolastica, necessari per recuperare spazi e mettere in sicurezza gli edifici scolastici anche rispetto alle norme sanitarie anti Covid, sono insufficienti; inoltre, manca un massiccio piano di assunzione di nuovi docenti e personale ATA, che oltretutto sono essenziali per garantire a tutti gli studenti i corsi di recupero date le lezioni perse durante la pandemia. L’Azzolina ha voluto assumere soltanto insegnanti “usa e getta”, cioè con contratto a tempo determinato dimostrando che questo Governo oltre a calpestare la dignità dei lavoratori e fare spot propagandistici, mostra di non volere risolvere alla radice i problemi che affliggono l’istruzione pubblica nel nostro paese, come quelli dell’edilizia scolastica, del precariato e della mancanza di personale. Ci sembra sempre più chiaro, e viene d’altronde affermato dalla stessa Ministra che il ritorno della Dad, soprattutto per le superiori in alternanza con la didattica in presenza, è possibile e in molte scuole sarà effettivo già dal primo giorno dell’anno scolastico .

Di fronte a tutto questo non vogliamo e non possiamo rimanere fermi, è il momento di lottare: nessuno ci regalerà niente. Per questo, insieme a diverse realtà del sindacalismo di base e del mondo universitario, è stato lanciato un appello per costruire le due giornate di Agitazione, Sciopero e Mobilitazione del 24-25 settembre. Per il mondo studentesco l’autunno rappresenta una sfida fondamentale per iniziare un percorso che vede le date del 24 e del 25 settembre essere proprio l’avvio di questa stagione di lotta.
Per strutturare la mobilitazione del 24-25 settembre nelle nostre città e nelle nostre scuole, oltre a partecipare all’assemblea nazionale del 3 settembre, costruiamo insieme a tutte le realtà studentesche, i singoli e i collettivi assemblee locali! Anche da noi e dal nostro sforzo dipende la capacità degli studenti di riprendere protagonismo nella – e con – la lotta, per un futuro di conquiste.

OSA

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