LA PRIVATIZZAZIONE NON È UNA SOLUZIONE

L’Opposizione Studentesca d’Alternativa prende ufficialmente parte alla campagna contro la liberalizzazione dell’ATAC!

Aderisce perché ormai è stato svelato il meccanismo con il quale i privati, appoggiati da politici e politicanti di ogni schieramento stanno distruggendo i servizi pubblici per ottenere profitti.
Aderisce perché, dopo 30 anni di politiche antisociali sostenute da narrazioni fallaci, i problemi dei cittadini non sono stati risolti ma al contrario sono aumentati, come è aumentata la disparità nella distribuzione delle ricchezze in Italia e nel mondo.
Aderisce perché ovunque in Italia le privatizzazioni dei servizi hanno provocato un innalzamento dei prezzi ed un peggioramento della qualità.
Aderisce non per difendere quest’ATAC ma per crearne una nuova, attraverso un serio investimento pubblico che permetta l’erogazione del servizio da parte di una società interessata alla popolazione e non ai dividendi degli azionisti, e che si impegni nella riorganizzazione delle tratte in modo da rendere possibile a tutti l’utilizzo dei mezzi, nella città italiana con più alto tasso di polveri sottili.
Aderisce perché è consapevole che l’ATAC è già privata al 20%, nelle zone periferiche appaltate a tpl, ed è proprio in quelle zone che si registrano i disagi maggiori.

La campagna è già iniziata, e noi abbiamo voluto inaugurarla con un’azione davanti alla sede dei radicali ed una alla stazione Ostiense con successivo volantinaggio. Conosciamo bene I radicali, dal loro appoggio alle missioni militari italiane, fino al sostegno diretto di fascisti ucraini, sionisti ed estremisti islamici bosniaci, siriani e chi più ne ha più ne metta. Guerrafondai e liberisti che non ci incantano con le loro parole di pace, e che con le loro politiche contro ogni forma di stato sociale, che adesso a Roma stanno portando avanti con la promozione di questo referendum su ATAC, hanno contribuito a provocare la drammatica situazione odierna delle classi precaria e lavoratrice.

L’azione ad Ostiense, inoltre, sfata un altro falso mito sull’ATAC, secondo il quale la liberalizzazione o privatizzazione di un servizio sia necessaria per dare in gestione zone poco redditizie o di cui lo stato non ha possibilità di occuparsi: al contrario la prima tratta che dovrebbe essere interessata nel processo è la ferrovia Ostia Lido, che ancora oggi è in attivo e porta guadagni all’azienda. Come questa, tante altre sono le mistificazioni su ATAC, da quelle in merito ai lavoratori scansafatiche alle evasioni sovradimensionate.
OSA è consapevole che in ATAC le assunzioni sono ferme dal 2014 e servirebbe un aumento di personale di circa 2000 persone, che la flotta di mezzi è una delle più vecchie d’Europa, che non vengono forniti i fondi per le riparazioni, che questa flotta viaggia su strade dissestate con circa il 5% di corsie preferenziali.
OSA è anche consapevole che l’evasione a livello ufficiale si attesta attorno al 10%, 10% non del totale dei profitti dell’azienda, ma di quella parte di finanziamento proveniente dal biglietto, che per legge non può superare 1/3 del bilancio dell’azienda, mentre una grande fetta è, o dovrebbe essere, pagata direttamente dallo stato.
Infine è intenzione di OSA chiarire che quello che si vuole fare passare l’11 Novembre è un processo che porterebbe solo la gestione dell’azienda nelle mani di un privato, mentre il finanziamento continuerebbe ad essere pubblico, gravando ancora sui cittadini; tuttavia mentre il pubblico ha l’obbligo di reinvestire gli utili dell’azienda, il privato al contrario non è obbligato a farlo, anzi, ha tutto l’interesse nel trarne profitto!

Dopo la strage di Genova non ci sono più falsi miti da difendere, il privato non migliora i servizi ma fa solo l’interesse di pochi.

#noprivATAC!

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